I Disturbi Mentali, come riconoscerli nei bambini.

“Non ti preoccupare, anche mio figlio lo faceva, poi passa!”

Quante volte ci siamo sentiti dire da genitori una frase del genere condividendo con un altro genitore un nostro dubbio su un qualsiasi comportamento di nostro figlio che destava in noi un certo grado di preoccupazione? 

Senza troppi giri di parole, sperare che la sofferenza vada via da sé, spontaneamente, con il tempo e la crescita, ha l’effetto di lasciare il bambino o il ragazzo da solo con il suo disagio.

Cos’è un disturbo mentale?

In psicologia, un disturbo psichico o mentale è una condizione patologica che colpisce, in grandi e piccini, la sfera dei pensieri o delle emozioni e si manifesta attraverso il comportamento della persona e la sua modalità di relazionarsi agli altri, in questo caso in termini disadattavi cioè tali da rendere problematica la sua vita con gli altri e causargli una sofferenza personale soggettiva.

Cosa significa in concreto? Chi soffre di un disturbo mentale può percepire i propri pensieri come strani, intrusivi, che lo fanno stare male e non facili da comprendere, ma può anche avere difficoltà nella regolazione delle emozioni, nel dare un nome a ciò che si prova, a sentirle troppo intensamente e a reagire con comportamenti abnormi ed esagerati a situazioni quotidiane che qualsiasi altra persona affronterebbe con tranquillità.

Tutto questo porta poi la persona ad avere difficoltà nelle relazioni, nel senso che le sue relazioni con gli altri possono essere troppo tumultuose o troppo superficiali, a lavoro o in ogni ambito relazionale possono essere significativamente disequilibrate e portare quindi l’individuo all’isolamento, al disagio e alla sofferenza. 

A cosa è dovuto il disturbo mentale?

La psicologia prende in considerazione come cause del disturbo mentale tre fattori generali, che poi vengono declinati per ogni persona in base alla sua storia e ai suoi vissuti passati e presenti:

  1. Biologico, che è legato al codice genetico e alla sua espressione, ciò vuol dire che il disturbo potrebbe essere ereditario ed è possibile riscontrarlo in qualche altro membro della famiglia; 
  2. Psicologico, originato dalle relazioni riguardanti i primi anni di vita, che incidono nella formazione della personalità dell’individuo; 
  3. Sociale, in funzione della cultura e del momento storico in cui viviamo;

In particolare, ed è ciò su cui si focalizza il mio intervento, l’esposizione alle avversità sin dalla tenera età rappresenta un fattore di rischio molto importante per i disturbi mentali ormai riconosciuto e sul quale si interviene perché il disturbo si possa prevenire. 

È molto importante per la prevenzione, infatti, non sottovalutare possibili segnali di sofferenza nei bambini e negli adolescenti. Ed è altrettanto importante valorizzare, da parte dei genitori, il desiderio di riflettere sui comportamenti “strani” del proprio figlio. D’altronde, diversi disturbi di salute mentale importanti, come la depressione, i disturbi d’ansia e i disturbi del comportamento alimentare, spesso insorgono durante l’infanzia e l’adolescenza ed è opportuno intervenire il prima possibile.

Ma come riconoscere un disturbo in un bambino o adolescente?

A differenza di ciò che si pensava un tempo in ambito medico e psicologico e ancora adesso nell’opinione comune, nei bambini possono presentarsi disturbi psichici

Ed è fondamentale saper riconoscere quando in nostro figlio un’anomalia comportamentale non è un rallentamento evolutivo ma un reale disturbo dello sviluppo, cioè quando il bambino manifesta un comportamento che si differenzia in modo significativo da quello dei coetanei, quando l’immaturità o l’inadeguatezza è frequente se non stabile e dentro sentiamo che qualcosa non ci convince.

Quando è davvero necessario intervenire e rivolgersi allo Psicologo?

Nella maggioranza dei casi, i cambiamenti che osserviamo nei nostri figli sono fisiologici e non destano preoccupazioni poiché durante la crescita i bambini e gli adolescenti vanno incontro a tantissime modificazioni che ce li fanno percepire “strani”, “diversi”, “cambiati”, ma solo perché stanno imparando ad adattarsi al nuovo modo di essere e percepire se stessi e il mondo.

A non essere molto d’aiuto poi interviene il fatto che i sintomi dei disturbi di salute mentale tendono a essere simili agli stati d’animo comunemente avvertiti dai bambini, pertanto la differenza fra un disturbo e uno stato d’animo normale è l’intensità della percezione che diviene tale da compromettere le normali attività quotidiane, causando sofferenza al bambino o all’adolescente

Per esempio, il bambino o l’adolescente può mostrare oppositività o aggressività, sentimenti intensi di paura, tristezza, ansia eccessiva e questi comportamenti o stati d’animo influenzano tantissimo l’andamento scolastico, il rapporto con i pari, il rispetto delle regole, il voler andare a scuola, il gioco, gli interessi e tanti altri ambiti in cui è coinvolto.

Alcuni dei comportamenti da tenere sott’occhio, sopratutto se frequenti e difficilmente gestibili, sono: 

  1. Cambiamenti nelle abitudini alimentari (mancanza di fame, selezione degli alimenti, oppure fame persistente e abbuffate);
  2. Difficoltà a concentrarsi, a fare i compiti, ad addormentarsi o a svegliarsi al mattino, incubi, pianto inconsolabile e tristezza continua, angosce e brutti pensieri, 
  3. Isolamento (gioca da solo, non fa amicizia, sta attaccato al PC o alla Playstation…);
  4. Grandi paure o fobie che gli impediscono un funzionamento adeguato (paura del buio, di andare a dormire, di andare a scuola, di separarsi dalle figure significative, delle interrogazioni, della competizione…)
  5. Eccessiva irritabilità (capricci, nervosismo, provocazioni…);
  6. Comportamenti aggressivi (calci, pugni, distruzione di giocattoli…);
  7. Sintomi fisici per cui il pediatra esclude causa organica (mal di pancia, mal di testa ricorrenti);

Rivolgersi a uno specialista è caldamente consigliato poi quando il bambino o l’adolescente fa la pipì o la cacca a letto o addosso, in particolare modo dopo i 5 anni, che ci dicono che nostro figlio sta passando un periodo di fortissimo stress e di disagio psicologico!

La lista non vuole essere esaustiva e tanti bimbi o adolescenti potrebbero manifestare il proprio disagio in tantissimi altri modi.

Cosa fare se si sospetta un disagio nel proprio figlio?

Se ci si riconosce in qualcuno di questi segnali o si riconosce nel proprio figlio, è opportuno rivolgersi a uno Psicologo dell’età evolutiva che saprà indicare la presa in carico più adeguata.

Quando ci si trova in un momento difficile non è sempre facile riconoscere i segnali che indicano la presenza di un problema psichico, ma è importante sapere che è sempre possibile rivolgersi a qualcuno per comprenderlo, curarlo, riprendersi e tornare a vivere la propria vita in maniera equilibrata e senza sofferenza.

Circolano molti pregiudizi sul tema della salute mentale, motivo per cui è difficile parlare dei propri dubbi e della propria sofferenza. Il timore di essere giudicati e la vergogna possono indurre a nascondere le proprie preoccupazioni e a isolarsi.

Molte persone, tuttavia, devono affrontare difficoltà psichiche nel corso della propria vita e in alcuni casi è possibile superare tali difficoltà con un aiuto, privato e fidato.

Chiedere aiuto non è facile, ma ne vale davvero la pena, perché vuol dire avere rispetto di se stessi e del proprio figlio, della sua crescita, dei suoi tempi e dei suoi modi di essere e sentirsi.

I disturbi psichici possono essere curati e prima si affronta la situazione e maggiori saranno le possibilità di stare meglio!

  • Dott.ssa AnnaMaria Coniglio, Psicologa

Come contattarmi:

Tel e whatsapp: 3899096242

Email: annam.coniglio@gmail.com

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